On The Way/Verso l’altipiano
(Few words)
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| Marmora, Maira Valley |
Ieri ho ricevuto il catalogo di Ingegnoli per posta e mi sono immaginata questa scena, come una fotografia, uno sbirciare fugace dal buco della serratura, come un'istantanea:
Una casa presa in affitto già ammobiliata, i mobili fuori tempo e accostati senza criterio, la luce svogliata delle lampadine a risparmio energetico. C'è un uomo di mezza età dall'aria dimessa curvo sulla scrivania, davanti ai suoi occhi, nell'unica parte ben illuminata della casa, una rivista nuovissima, scintillante. In copertina peperoni di tutti i colori: è il catalogo dell'azienda agricola Ingegnoli di Milano, un'istituzione nel campo delle sementi per l'agricoltura. E poi c'è lui, che non ha mai nemmeno toccato la terra con le mani, se non, forse, una volta, quando in un tempo lontanissimo che non sembra nemmeno probabile, fu un bambino. E cosa fa? Lo impara a memoria. Lo legge e rilegge come se fosse importante. Come se fosse un gioco a cui battere degli avversari immaginari, come se lui stesso fosse un uomo senza futuro e senza passato, tutto buttato dentro quel catalogo, loro due una cosa soltanto.
E così ho fatto questo piccolo viaggio a occhi aperti, e ancora prima di sapere qualcos'altro su di lui, sono ritornata in me e lì per lì mi sono sentita triste. Ho desiderato essere lui, o meglio, avere il suo talento, poter avere anch'io un'abilità speciale come saper imparare un catalogo di semi a memoria.
Che poi, chiariamolo subito, quel tipo non è affatto una persona speciale, e non è davvero in grado di tenere a mente tutto il catalogo, solo abbastanza abile con la memoria da poter sostenere una conversazione con agricoltori esperti, come se volesse fingere di essere come loro.
Ma io non sono così e lì per lì mi sono dispiaciuta. Poi l'epifania, ho realizzato che in questo sta la bellezza di scrivere. E in questo, soprattutto, sta il succo della mia vita, l'essenza - anche se non il senso: l'immaginare di essere chi non sono. Forse perché vorrei davvero essere diversa da ciò che sono o forse semplicemente perché questa è la mia natura, essere una persona immaginaria.
An Imaginary Person
Un'altra immagine che mi viene in mente di continuo pensando a questo omino e al suo catalogo è lo scrivano Bartleby, ma non so il perché, tra l’altro non ho mai letto quel libro, anche se vorrei averlo già fatto. Quindi nel frattempo si è aggiunta una fantasticheria dove ci sono io che vado alla biblioteca a cercare il libro (Bartleby, lo scrivano) e chiedo aiuto ai bibliotecari perché non riesco a trovarlo. Insomma alla fine mi sono spinta fino al pensiero di portargli un regalo per Natale per ringraziarli dell’aiuto. Così è la mia vita nelle nuvole.
Tornando al tipo strano del catalogo: il punto è che io per un attimo l'ho invidiato, ho desiderato essere lui, non essere più me stessa ma quel personaggio dall'esistenza insignificante però così intrigante da attirare la mia attenzione. E invece no, sono io, che alla fine non sono niente di che. Però poi, per un attimo, sono rinsavita e mi sono ricordata della mia fortuna: che con l'immaginazione posso essere lui ogni volta che voglio, che allo stesso modo posso immaginare di fumare e può essere quasi la stessa cosa. Insomma scrivere per godere della vita, per giocare ad essere chiunque io desideri, secondo il mio puro istinto, senza dover rendere conto a nessuno, e senza, per questo, nuocere a nessuno. Solo io e la mia immaginazione. Liberi.
Perciò io scrivo per essere libera, per avere il sollievo di non essere me stessa almeno per un po'. Per puro divertimento, tanto questo è ciò che si merita la vita. Nulla di serio, e io lo sono fin troppo.
Scappare di qua e di là con la mente è la strategia migliore per sopravvivere a me stessa. Non riesco a pensare a nulla di meglio.
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| Marmora, Maira Valley |
Ed ora veniamo a qualcosa di davvero importante: l’altipiano.
Qui vicino al paese dove mi sono trasferita da poco c’è un sentiero tra le montagne che conduce a una vallata nascosta tra le cime, non la vedi finché non ci sei dentro e, magicamente, proprio nell’istante in cui ne varchi la soglia, il sentiero dietro di te sparisce tra le le rocce.
Ma attenzione, per arrivare in questo luogo perfetto, definitivo, ultimo, è necessario un percorso di avvicinamento preciso e determinato, non devi farti assolutamente distrarre, nessuno ti deve intercettare per farti cambiare strada, devi avere fiducia e rimanere concentrato, mantenere la mente lucida e restare focalizzato.
Soundtrack - We Can Be Strong, Willy Mason (per la salita)
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| Flying Amrita |
At Home/Here and Now
09/01/2026
Post Scriptum
Ora che sono qui sull’altipiano, lo spazio e il tempo sono fermi: ho tutto il tempo che desidero perché non devo andare da nessun'altra parte, ho tutto quello che mi serve perché tutto il tempo mio è qua e non c'è nessun altro posto al mondo dove dovrei essere, e non c'è nemmeno un altro tempo o un tempo che scorre altrove, perché in questo spazio è racchiuso tutto il mio passato, tutto il mio futuro.
Sono arrivata. E Amrita è con me.
Soundtrack - Say Why, Zach Bryan (per l’arrivo)
A story for you
ALBERI SENZA RADICI, Stella Boschi, 2003
Thanks for inspiring me:
BARTLEBY, LO SCRIVANO: Una storia di Wall Street, Herman Melville, 1853
L'ORDINE DEL TEMPO, Carlo Rovelli, 2017
Maira Valley





